Essere riconosciuti

Vedere è un atto passivo che quindi possiamo compiere anche involontariamente, al quale poi associamo quanto percepito con le nostre esperienze per formarci un’idea o un ricordo.
Il nostro cervello registra nel subconscio eventi e immagini delle quali magari nemmeno ci siamo accorti e poi elabora le informazioni nel tempo o all’occorrenza.

Guardare è invece un’azione volontaria, che richiede attenzione e necessita di un particolare interesse, con conseguente sforzo di predisposizione da parte della nostra mente.
Quindi, ciò significa che i nostri clienti ci percepiscono con due differenti modalità visive. Sono colpiti da segnali involontari ai quali tu puoi aver fatto l’abitudine e che pertanto stai forse sottovalutando, quali ad esempio i dettagli di arredo, di illuminazione, di pulizia, di ordine, di come ti atteggi o ti proponi quotidianamente.

Ma è anche vero chele persone possono essere attratte da messaggi che tu hai invece appositamente creato per incuriosirle.

E’ pertanto importante sapere che in ogni caso, in ogni istante della tua attività, stai sempre comunicando qualcosa di te agli occhi di chi ti viene a trovare, e che tutto concorre alla definizione del tuo successo.

La cosa che però forse non sai è che, se desideri realizzare una efficace comunicazione visiva, raramente dovrai dedicarti a promuovere semplicemente il prodotto, ma ti dovrai piuttosto preoccupare di evidenziare l’emozione che esso è in grado di stimolare. Le persone infatti, se ci pensi bene, non comprano solo servizi o prodotti, ma piuttosto acquistano il modo in cui pensano che si sentiranno facendone uso.

Questo è il motivo per cui la pubblicità dovrebbe servire soprattutto a comunicare sensazioni o opportunità. Allora, raccontare semplicemente che sei in possesso di quel prodotto serve relativamente se desideri conquistare nuovi mercati.

Piuttosto dovresti concentrarti per promuovere aspetti quali novità, immagine, facilitazioni, esclusività, privilegi, ecc.
Allo stesso modo, con la pubblicità della tua azienda non ti devi limitare a promuovere un servizio che è già riconosciuto, bensì dovresti provare a stimolare nuove emozioni, curiosità e senso di fiducia per una tua specializzazione.

Intendo dire che se il tuo cartellone stradale riporta contenuti scontati, come la presenza nella tua farmacia di reparti quali cosmesi, o igiene, o omeopatia, probabilmente stai facendo un investimento sbagliato.

Quale farmacia non possiede questi settori merceologici, piccoli o grandi?
Perché dovrei essere invogliato a venirti a trovare da quel tuo messaggio?

Credo sarebbe più proficuo se invece tu mi evidenziassi aspetti che siano in grado di qualificarti in modo distintivo. Per questo motivo è necessario arrivare a focalizzare la tua proposta e conseguentemente il tuo messaggio.

Quindi, se abbiamo deciso che vedere è un atto istintivo, quando invece desideri farti osservare e ricordare, devi saper interessare. Non è facile, perché ottenere l’attenzione del cliente richiede sforzo e tempo, che è sempre meno frequentemente la gente è disposta a dedicarti.

Allora, se i tuoi messaggi devono essere chiari ed immediati, occorre far ricorso all’uso sapiente delle immagini, capaci di essere intuitive e di suscitare forti emozioni in maniera istantanea.

Quello che sei abituato a scrivere deve invece essere ridotto all’essenziale. Dunque messaggi brevi e chiari, in pratica solo un rafforzativo di ciò che ho già compreso da quello che gli occhi hanno appena visto.

Anche il simbolismo può aiutarti e puoi farne ricorso per dare forza alla tua immagine. Il simbolo è un logo riconosciuto e affermato. In pratica, il simbolo è un’espressione capace di racchiudere una storia, un messaggio più complesso altrimenti incomprensibile. Ti faccio un esempio.

Prova a pensare se in una pagina di giornale scrivessi “guarisci dal raffreddore” e a fianco ci mettessi la formula chimica dell’acido acetilsalicilico. Certamente qualcuno ne sarebbe incuriosito, ma con certezza dico che poi farebbe fatica a ricordarsene al momento dell’acquisto.

Se invece a fianco ci posizioni il la croce Bayer con scritto Aspirina, ecco che tutto diviene più immediato. Chi fosse interessato a conoscere la storia di quella croce andrà ad approfondire, ma sicuramente tutti si ricorderanno che quel simbolo serve contro il raffreddore.

L’uso dei simboli è oggi particolarmente sfruttato. Studi rivelano che i bambini già a cinque anni, quindi ancor prima di imparare a leggere e scrivere, riescono a distinguere i principali brand pubblicizzati.

Così, anche la stessa insegna a croce fuori dai tuoi locali significa che sei una farmacia, risparmiandoti tante ulteriori specificazioni, ma se vuoi che quell’insegna si distingua dalle altre per qualcosa in particolare, allora devi intervenire in maniera diversa.

Devi riuscire ad affermarti per una specificità, cosicché se Farmacia significa necessità, cura, bisogno, il simbolo della tua farmacia significa invece qualcosa che va oltre il già noto: un riferimento ben preciso.

Tieni presente che rapidamente cambierà l’immagine stessa della farmacia nella percezione delle persone, specialmente rapportata a com’era una ventina d’anni fa. Quindi diverrà sempre più indispensabile riuscire a distinguersi per farsi preferire nel contrasto ai numerosi competitori.

Come? Tramite nuovi servizi, nuovi prodotti, più approfondita formazione, ma anche nuovi ambienti, nuove specializzazioni, nuove emozioni e nuovi rapporti.

Conseguentemente interverranno anche nuovi budget di spesa, da te finora poco contemplati, dedicati alla comunicazione. Non ti sarà sufficiente informare perché non basterà più essere visibile, ma dovrai essere in grado di attrarre perché l’ingresso di nuovi clienti non sarà più così scontato.

La comunicazione della tua farmacia dovrà in qualche modo uscire dalle tue mura se vorrai richiamare, farti riconoscere e preferire.

Anche le stesse vetrine, ad esempio, che sono importanti veicoli di comunicazione, dovrebbero servire a rappresentarti in modo migliore, per trasformare il passante in un cliente.

E’ inspiegabile come, ancora oggi, in molti si ostinino a trascurarle, per poi magari spendere un mucchio di soldi in altri strumenti per cercare di spuntare un po’ di visibilità rispetto alla concorrenza.

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di Paolo Piovesan
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