La Farmacia che non c’è

arredi farmacia

 

Venendo al lato pratico sui diversi articoli che ti ho scritto di recente, oggi voglio provare a raccontarti la mia idea di farmacia per un futuro nemmeno troppo lontano. Poi trarrai le tue personali considerazioni, tanto la mia rimane solo una prospettiva, forse un sogno, ma sotto sotto spero di poterti aprire qualche orizzonte.

Proverò a raccontarti questa mia visione invitandoti ad un parallelismo con l’attuale concezione generale dei locali, dei servizi e dell’offerta merceologica che viene offerta attualmente dalle farmacie. Le mie sono chiaramente posizioni diverse da quelle che incontriamo comunemente oggi e di conseguenza l’intera organizzazione potrebbe richiedere un cambiamento su come affrontare il modo di lavorare, o di concepire gli arredi, o nella scelta delle merceologie, o ancora nella definizione della squadra di lavoro.

Facciamo quindi finta che io, in questo mio sogno, abbia a disposizione una superficie di circa trecento metri quadri, possibilmente con un adeguato parcheggio auto nelle vicinanze se non preferibilmente proprio davanti all’ingresso.

Entriamo dunque e subito mi accorgo di non incontrare il solito reparto cosmesi sulla mia destra, ma ci ritroviamo accolti da una reception bar che in circa 30mq oltre alle note proposte d’intrattenimento e consumo (caffè, brioches e giornali a disposizione), mi offre un assaggio di tisane che poi ritrovo anche in vendita accuratamente esposte assieme ad altri integratori.

Nel frattempo mi accorgo che da una saletta sulla sinistra arriva un piccolo vociare di bambini. Chiedo cosa stia succedendo e mi viene detto che lì c’è un piccolo asilo per le mamme del quartiere o anche quelle che in zona ci vengono per lavorare. La stessa stanza di circa 70mq, all’occorrenza (di sera) può trasformarsi velocemente in sala riunioni per eventi organizzati dalla farmacia.

Procedo alla mia scoperta di questa nuova farmacia e mi ritrovo in un ambiente di 50mq con esposti prodotti per lo sport. Integratori alimentari, dispositivi sanitari, ausili, ecc., con un banco dedicato dietro al quale mi sorride una farmacista. A destra, vicino al bar, c’è una porta con scritto “palestra” ove in altri 50mq circa si pratica ginnastica riabilitativa per anziani su appuntamento. Dal lato opposto invece un invito mi indica che esiste un altro locale (20mq) per la fisioterapia e i massaggi.

Interessante, tengo presente perché non si sa mai, ma procedo perché io ho sempre in mano la mia ricetta.

Così arrivo nell’ultimo settore, ove in 100mq trovo la solita esposizione di tutti quei prodotti che costituiscono il cosiddetto parafarmaceutico e, più vicino al muro di fondo, i banchi per le prescrizioni. L’esposizione merceologica è ordinata, accattivante, ci sono alcuni brand ma anche altri prodotti a me meno noti però chiaramente selezionati, e così sono invogliato a chiedere informazioni all’addetta al reparto cosmesi che si nota chiaramente sulla sinistra.

Avvicinandomi mi accorgo che dietro al banchetto predisposto ci sono altre due porte affiancate, una con su scritto “consulenze” (giornate trucco, prove make-up), “sa, due giorni alla settimana abbiamo anche una biologa nutrizionista a sua disposizione”. Sull’altra porta invece viene indicato “infermeria” (vaccini, medicazioni, iniezioni, terapie antibiotiche, elettrocardiogramma, spirometria, analisi di prima istanza, misurazione della pressione).

Chiedo se le sorprese sono finite, dal momento che mi aspettavo la solita sequenza di prodotti esposti per tutta la estensione dei locali, magari con i vecchi percorsi in stile autogrill.

“In verità – mi dice la farmacista – avremmo anche un altro ambiente proprio dietro di lei, dove è possibile ottenere un consulto medico e una diagnosi a distanza con strumentazioni all’avanguardia e specialisti a sua disposizione. La tecnologia ce lo permette e i referti medici sono istantanei.”

È terminato il tour in questa mia farmacia immaginaria, ove alla fine consegno anche la mia prescrizione medica. Struttura sanitaria più che semplice farmacia, presso la quale però sono certo sarei fortemente tentato di tornare anche a discapito di qualche chilometro in più da percorrere. Sono certo che troverei risposte diverse, consulenze mirate, articoli non comuni.

I singoli reparti elencati sono ovviamente casuali e indicativi, ognuno potrebbe inserirvi quello che più si addice alle personali propensioni o richieste del mercato locale, o anche solo possibilità. Prova a pensare al mondo del bambino, alla veterinaria, al naturale nelle sue diverse declinazioni, ecc.

Anche i servizi potrebbero essere diversi, aumentati, ristretti, condivisi.

Però rimane il fatto che in questa mia farmacia, che ancora non esiste, il rapporto con il cliente credo sia chiaramente stravolto rispetto agli attuali negozi tutti piuttosto sovrapponibili tra loro per tipologia d’offerta, ambienti e prestazioni.

Ovviamente in una struttura di questo tipo cambia anche tutta l’organizzazione del lavoro e la specializzazione dei collaboratori, ma in fin dei conti è proprio questo che sto cercando perché il mio desiderio e trovare disponibile qualcuno che sappia prendersi cura di me e non che si adoperi semplicemente per consigliarmi un prodotto da acquistare.

Mi aspetto sempre più servizi di qualità, facilitazioni, risparmio di tempo, consulenze personalizzate, prodotti “unici”, informazioni che superino le nozioni già fornitemi da internet.

 

Per sviluppare l’idea di una nuova farmacia leggi il libro “Lavorare per l’azienda e non solo nella tua azienda” (Euro 24,00).

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di Paolo Piovesan
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