Leader e Squadra – seconda parte

 

 

Se esiste in azienda un cartello di verifica per il conseguimento degli obiettivi, significa che non dovrai dimenticarlo e dovrà essere periodicamente aggiornato.

Allora va costantemente riportato anche il punto della situazione con riunioni pubbliche ove coinvolgerai necessariamente tutto lo staff.

Questi incontri, settimanali o mensili, sono importanti. Non devi essere superficiale nei temi trattati, non devi perdere tempo, non ci devono essere discorsi troppo prolissi perché bisogna parlare poco per essere capiti meglio.

Se esistono coinvolgimento e condivisione, già si conoscono bene i perché. Troppi giri di parole allora non servono, quando occorre piuttosto rimanere concentrati su cosa fare e come realizzarlo.

Al termine di ciascuna riunione è importante che vi sia un rendiconto degli impegni presi, va eventualmente aggiornamento o rivisto il tabellone in funzione dei punteggi (risultati) ottenuti fino a quel momento, infine va stabilita per scritto una pianificazione dei nuovi impegni con la suddivisione dei compiti.

Nelle nostre farmacie si scrive molto poco ma, come ben si sa, le parole non lasciano traccia.

Queste riunioni servono a mantenere la concentrazione nonostante la routine quotidiana, ma servono anche perché permettono gli scambi tra i membri dell’organizzazione e quindi offrono gli strumenti per imparare l’uno dall’altro.

Inoltre, tali incontri ripristinano le energie che altrimenti tenderebbero ad affievolirsi, stimolano le collaborazioni per una soluzione collettiva dei problemi e aiutano a chiarire le incomprensioni.

L’efficacia delle riunioni dipende dalla costanza con la quale si tengono (periodicità e mantenimento di giorni e orari devono essere un preciso impegno)dall’interesse degli argomenti trattati e del loro grado di coinvolgimento dei singoli.

Tuttavia i risultati di quanto si discute dipendono invece dagli impegni presi in quel momento da ciascuno, che devono essere esplicitati in maniera specifica, mirata all’obiettivo e di azione tempestiva.

Gli impegni che ciascuno si assume non dovranno mai essere ripetuti, magari perché non raggiunti nella sessione precedente, altrimenti si determina un precedente pericoloso e ciascuno potrebbe sentirsi comunque autorizzato a rimandare quanto prefissato.

Conseguentemente, secondo tale principio, gli impegni non mantenuti da qualcuno non vanno nemmeno accettati, piuttosto è preferibile sviscerare con severità le ragioni di un insuccesso in qualche partita per non ritrovarsi poi a dover costatare la perdita dell’intero campionato.

Nelle riunioni, il leader lascia spazio anche agli altri, affinché possano esprimersi e possibilmente insegnare a loro volta qualcosa.

Se una persona riesce a insegnare, significa che sa, che ha approfondito e soprattutto crede in ciò che sta facendo.

Fai in modo che i tuoi collaboratori abbiano la soddisfazione di esporre ciò che hanno imparato e in cui si sono impegnati, mettili alla prova sulla capacità di trasmettere ai colleghi conoscenze ed entusiasmo, fai loro sperimentare cosa significa saper coinvolgere chi ti sta a fianco.

Sicuramente ne otterrai una maggior riconoscenza del tuo ruolo.

In un team, le persone non vanno fatte sentire anonime (dei semplici numeri), o irrilevanti (l’apporto di ciascuno è fondamentale per il risultato finale), o immisurabili (non sapere se si è compiuto fino in fondo il proprio lavoro in funzione degli impegni assunti).

Il gruppo gioca al meglio se tutti vengono emotivamente coinvolti.

In una squadra affiatata non si lavora unicamente per non deludere il capo, ma per gratificazione personale e per non deludere i propri colleghi.

Leader e team devono impegnarsi per alzare sempre l’asticella, senza mai adagiarsi sui risultati ottenuti.

Il leader deve fidarsi della propria squadra, incoraggiare le nuove idee, e a volte può essere anche utile ascoltare un input proveniente da una prospettiva esterna o diversa.

In questo modo, ottenendo risultati il team diventa più propositivo e i giocatori imparano ad assaporare il piacere di giocare per vincere.

L’ottenimento degli obiettivi va allora sempre festeggiato e premiato, per motivare tutti a porsi un nuovo traguardo da raggiungere.

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di Paolo Piovesan
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