Le opportunità della televisita in farmacia
La televisita in farmacia non è semplicemente un nuovo servizio da aggiungere al banco.
È una delle occasioni più concrete per riposizionare la farmacia come primo luogo di accesso alla salute sul territorio.
La Farmacia dei servizi entra in una fase più matura
Per anni abbiamo parlato di Farmacia dei servizi. Oggi quel concetto entra in una fase più matura, più organizzata, più misurabile. Non siamo più nel terreno delle intuizioni isolate o delle iniziative sperimentali. La normativa, la tecnologia, il bisogno sociale e la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale stanno andando nella stessa direzione: portare la salute più vicino alle persone.
E la farmacia, per prossimità, fiducia, accessibilità e presenza capillare, è uno dei luoghi più adatti per rendere concreta questa trasformazione.
Il quadro normativo della telemedicina in farmacia
Il D.Lgs. 153/2009 ha aperto da anni la strada ai nuovi servizi erogabili dalle farmacie nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. L’Accordo Stato-Regioni del 17 dicembre 2020 ha definito le indicazioni nazionali per l’erogazione delle prestazioni in telemedicina. Il Decreto del Ministero della Salute del 21 settembre 2022 ha approvato le linee guida sui requisiti funzionali e sui livelli di servizio. La Piattaforma Nazionale di Telemedicina, sviluppata da AGENAS, sta lavorando per creare standard comuni, interoperabilità e integrazione con le infrastrutture regionali. Il nuovo Accordo Collettivo Nazionale per le farmacie, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel 2025, conferma l’inserimento della farmacia dentro un modello più evoluto di servizi sanitari territoriali. La Legge 182/2025 rafforza ulteriormente il percorso di semplificazione e digitalizzazione. Infine, il Manuale operativo FOFI per l’erogazione dei servizi sanitari in farmacia, presentato il 3 giugno 2026, conferma che la farmacia sta entrando in una fase in cui qualità, organizzazione, sicurezza, formazione e standardizzazione diventano condizioni indispensabili.
Questo significa una cosa molto chiara per il farmacista titolare: la televisita non va osservata come una moda tecnologica, ma come una leva strategica.
Il bisogno di orientamento del cittadino
Il cittadino contemporaneo vive un paradosso. Da un lato ha accesso a più informazioni che mai. Dall’altro fatica a trovare risposte affidabili, tempi certi, percorsi comprensibili. Le liste d’attesa, la difficoltà di raggiungere specialisti, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e la crescente domanda di prevenzione stanno creando un bisogno enorme di orientamento.
In questo vuoto, la farmacia può assumere un ruolo decisivo. Non sostituendo il medico. Senza improvvisare diagnosi. Senza trasformarsi in ambulatorio generico ma diventando il luogo dove il cliente-paziente viene accolto, guidato, preparato e accompagnato verso una prestazione sanitaria digitale organizzata, sicura e comprensibile.
La televisita come accesso alla consulenza specialistica
La televisita, quando è inserita in modo corretto nell’organizzazione della farmacia, permette di aprire un collegamento diretto con la consulenza specialistica. Una persona anziana può evitare spostamenti complessi. Un paziente cronico può contare su un’assistenza più continua. Un cittadino che vive in un piccolo centro può accedere più facilmente a un consulto. Una famiglia può trovare nella farmacia un punto di riferimento per orientarsi tra screening, monitoraggi, servizi diagnostici e percorsi di prevenzione.
Ma perché tutto questo funzioni, serve una visione imprenditoriale. Installare un computer in una stanza non significa fare televisita.
La televisita richiede uno spazio corretto, una procedura chiara, una comunicazione adeguata, personale formato, privacy reale, comfort acustico, tecnologie affidabili e partnership qualificate.
Lo spazio corretto per la televisita
Dal punto di vista progettuale, la farmacia che desidera sviluppare seriamente questo servizio deve iniziare a pensare a una vera area sanitaria riservata. Non uno sgabuzzino adattato. Non una stanza di passaggio. Non un retrobottega liberato all’occorrenza. Serve un ambiente che comunichi immediatamente professionalità, protezione e fiducia.
Lo spazio ideale per la televisita dovrebbe essere collocato in una zona facilmente accessibile ma non esposta al flusso commerciale. Deve permettere al cliente-paziente di entrare senza sentirsi osservato da chi è in coda al banco. L’ambiente deve proteggere la riservatezza del cliente-paziente, sia dal punto di vista visivo sia da quello sonoro. Inoltre, deve avere dimensioni adeguate per accogliere una postazione digitale, una seduta confortevole, eventuali dispositivi di misurazione, un piano d’appoggio, una corretta illuminazione frontale e un sistema di connessione stabile.
In molti casi può essere opportuno progettare una cabina salute o una sala servizi integrata, capace di accogliere diverse prestazioni: televisite, teleconsulti assistiti, attività di telemonitoraggio, misurazioni, ECG, holter, spirometria, screening e consulenze personalizzate.
Un luogo umano per un servizio digitale
L’obiettivo non è creare una stanza tecnologica fredda, ma un luogo umano.
Materiali caldi, luce morbida, colori rassicuranti, acustica controllata, sedute comode, monitor posizionato correttamente, assenza di disordine visivo, segnaletica chiara e discreta. Tutto deve far percepire al cliente-paziente che non sta entrando in un angolo improvvisato, ma in un ambiente pensato per prendersi cura di lui.
La privacy è centrale
La privacy è centrale.
Durante una televisita si possono affrontare temi clinici, familiari, psicologici, farmacologici. Il cliente-paziente deve sentirsi libero di parlare. Per questo la porta deve chiudersi correttamente, le pareti devono ridurre la trasmissione sonora, la postazione deve essere orientata in modo da non esporre dati sensibili a sguardi esterni, il personale deve gestire accessi e tempi con metodo.
La comunicazione del servizio
Anche la comunicazione interna alla farmacia deve cambiare.
Il servizio non va presentato come “facciamo televisite”, perché questa formula rischia di apparire fredda e generica. Bisogna spiegare il beneficio concreto: puoi accedere a un consulto medico da un luogo vicino, sicuro, assistito, senza affrontare inutili difficoltà logistiche. La farmacia ti aiuta a prenotare, ti accoglie, ti accompagna nell’utilizzo della tecnologia e rende più semplice un percorso che da solo potrebbe sembrarti complicato.
Le opportunità per il titolare
Per il titolare, la televisita crea diverse opportunità. Aumenta la rilevanza della farmacia nel territorio. Genera nuovi motivi di ingresso. Rafforza la relazione con i clienti-pazienti cronici. Permette di costruire percorsi di prevenzione e monitoraggio. Distingue la farmacia dalla concorrenza basata solo su prodotto, prezzo e promozione. Crea le condizioni per collaborazioni più strutturate con medici, specialisti, infermieri, fisioterapisti, nutrizionisti e altri professionisti della salute.
Ma, soprattutto, consente alla farmacia di uscire dalla logica della singola vendita e di entrare nella logica del percorso, costruire una presa in carico.
Dal singolo appuntamento all’ecosistema di servizi
Un cliente-paziente che effettua una televisita cardiologica può essere poi accompagnato in un percorso di monitoraggio pressorio, aderenza terapeutica, integrazione, stile di vita, prevenzione cardiovascolare. Una persona che accede a un consulto dermatologico può essere seguita nel trattamento, nel consiglio dermocosmetico, nella protezione solare, nel follow-up. Un paziente diabetico può trovare nella farmacia un luogo di controllo, educazione e continuità.
Questa è la vera forza imprenditoriale della televisita, non il singolo appuntamento ma l’ecosistema di servizi che può nascere attorno a quell’appuntamento.
Prudenza, regole e responsabilità
Naturalmente serve prudenza. La farmacia deve rispettare norme, ruoli professionali, privacy, autorizzazioni regionali, requisiti tecnici e responsabilità. Ogni Regione può avere modalità operative specifiche. Il farmacista deve lavorare dentro un quadro corretto, con partner affidabili e procedure documentate.
Ma proprio questa crescente necessità di standardizzazione rappresenta un’opportunità per i titolari più evoluti. Perché quando un servizio diventa serio, organizzato e regolato, non basta più improvvisare. Serve progettazione, metodo, qualità ed una farmacia capace di dimostrare, anche attraverso i propri spazi, di essere pronta per una sanità territoriale più vicina alle persone.
Televisita e telecontrollo in Lombardia e Umbria
La farmacia italiana ha davanti a sé una grande occasione: diventare il luogo in cui la tecnologia non allontana le persone, ma le riavvicina alla salute.
Per riuscirci, però, bisogna progettare.
Gli spazi.
I percorsi.
Le procedure.
La comunicazione.
La percezione.
Perché nella farmacia contemporanea ogni servizio ha bisogno di una forma.
E quando la forma è pensata bene, il servizio diventa esperienza, fiducia e valore.
In queste settimane parte la fase di sperimentazione per Televisita e Telecontrollo in Lombardia ed Umbria.
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